EVITARE UN LITIGIO O TRASFORMARLO IN UNA DISCUSSIONE UTILE GRAZIE AL LINGUAGGIO DEL CORPO

Conosciamo tutti l’importanza e il peso che, all’interno di un dialogo, hanno i gesti, la postura del corpo, il movimento degli occhi, degli arti e via discorrendo. Gli studi sulla comunicazione ne hanno fatto dei capisaldi del public-speaking e addirittura delle tecniche di vendita.

Perchè non tenere conto di qualche semplice accorgimento anche quando si sta per intraprendere una discussione con il partner ed evitare burrascose liti?

Potremmo ad esempio scoprire che non è il momento più adeguato perchè il nostro lui o la nostra lei non sono disponibili al confronto; oppure al contrario che proprio quello è il momento più adatto per farsi ascoltare.

 

Ecco un mini “vademecum”, per capire se il semaforo è verde o rosso:

  • Se il partner si tocca il naso o si stropiccia un occhio (come per togliere qualcosa), allora sappiate che è infastidito da qualcosa:questi gesti infatti indicano stizza, fastidio.
  • Se in fase di approccio volta la testa oppure ruota il bacino (cambiando posizione) o aggrotta le sopracciglia, allora probabilmente sta rifiutando il contatto.
  • Se la donna distoglie lo sguardo dall’uomo che le sta parlando, allora sta cercando di punirlo o comunque è un chiaro segnale di rifiuto.
  • Se il partner accavalla le gambe in senso contrario all’altro, allora non è il momento migliore per fare richieste.
  • Se a tavola uno dei due fa il gesto di togliere le briciole dal tavolo, allora non èmolto interessato alla conversazione o c’è qualcosa che gli sembra un’imposizione.
  • Toccare un oggetto che vicino o appartiene all’altro è invece un modo indiretto per entrare in contatto
  • Se mentre lui parla lei gioca con una collana o con un orecchino o con un lembo del vestito, allora è molto interessata al suo interlocutore.
  • Se poi i movimenti della coppia sono cosiddetti “a specchio” (es: lui si alza, lei fa altrettanto, lei si tocca i capelli, lui fa altrettanto, e così via) allora il momento è di forte sintonia.

Problemi nella Coppia stabile: libertà di scelta…o INCAPACITA’ di SCEGLIERE

 I dati dell’Istat parlano chiaro: dagli anni ’70 ad oggi, in Italia, le coppie che convolano a nozze sono scese da 420mila a 217mila, praticamente dimezzate.

Negli Stati Uniti, per la prima volta, la percentuale dei single ha superato ha superato quella degli sposati.

 Cosa succede? E’ proprio vero che quello che fa paura, come si sente spesso dire in giro, tra le giovani coppie, è il “contratto”???

 In teoria rimanere “eterni fidanzati” può allettare per molti motivi:

  1. l’idea di “inquadrare” il rapporto matrimoniale solo in un registro di “doveri” può effettivamente spaventare o comunque far perdere attrattiva;

  2. la relazione senza vincolo, senza l’”obbligo” di restare insieme, potrebbe dare l’ idea di preservare la spontaneità dei sentimenti e la freschezza del rapporto;

  3. il fatto che alla relazione senza legame si associa un maggiore senso di leggerezza…quasi di disimpegno

 Ma cosa si nasconde sotto sotto? A noi sembra ce ci possano essere in realtà ben altri presupposti e sottintesi…

Tipo l’ILLUSIONE che un legame “libero” possa lasciare più libertà di “manovra” (del tipo “se va male, lasciarsi non sarà un problema”…) oppure che possa garantire una maggiore possibilità di scelta tra le possibili forme di relazione (convivenza, piuttosto che rapporto a distanza…) o addirittura nello status di “single” (come se realmente la solitudine rappresenti una scelta consapevole e volontaria!).

Dal nostro punto di vista gli argomenti visti sopra potrebbero addirittura nascondere tutta una serie di PAURE ( paura di impegnarsi, paura di fare e portare avanti un progetto a lungo termine…) e INCAPACITA’ (incapacità di riconoscere la differenza tra innamoramento e amore, incapacità di fronte a tante possibilità di scelta di COMPIERLA veramente quella scelta…)

 E voi che ne pensate??? Ditecelo attraverso i vostri commenti, qui sul blog, o anche sul nostro gruppo FB!

…E ALLORA PARLIAMO DI GELOSIA!!

Il test della scorsa settimana, che mirava a misurare NON TANTO se e quanto siete gelosi, piuttosto quanto ognuno di voi ne è consapevole, ha avuto un buon successo…e allora oggi parliamo un
po’ di questo “MOSTRO dagli OCCHI VERDI”, come la chiama Shakespeare!

Che cos’è la GELOSIA? E da cosa nasce?

E’ certamente un’emozione, che nasce in maniera del tutto spontanea e naturale quando si forma un legame di coppia, una relazione.

E finchè resta a questi livelli di naturalezza è anche un sentimento essenziale nel rapporto amoroso, perchè in qualche modo è il sentimento “garante” dell’esclusività del rapporto stesso.

E’ quello che genera complicità e intimità nella coppia.

Ed è quello che alimenta l’impegno verso se stessi e verso il partner (stare bene con se stessi e far star bene il partner rendono la coppia solida!).

Ma…quando da DESIDERIO di esclusività, si trasforma in BISOGNO di POSSESSO allora cominciano i guai! Perchè qui la gelosia perde ogni suo aspetto sano e diventa dannosa, talvolta persino violenta e, quindi, inaccettabile.

Un segnale FORTE che da gelosia “naturale” si sta passando a un sentimento DANNOSO è quando in uno dei due partner scatta la FISSAZIONE del CONTROLLO (si diventa sospettosi, sorveglianti, si
sottopone l’altro a scenate e interrogatori, sempre in agguato alla ricerca di “segnali”…che a volte si finisce per trovare perchè l’altro o l’altra è esasperato/a!!
), fino a desiderare la privazione della libertà del partner.

A volte questo comportamento nasconde una carenza di autostima o unsenso di inadeguatezza proprio nell’affrontare una relazione a due…in ogni caso è  un’emozione mal gestita (o proprio totalmente
NON gestita, subita!) che genera comportamenti equivoci e pericolosi per la coppia e TUTTAVIA con l’aiuto di esperti (come i nostri coach!) si può ben superare.

 

SE CERCHI DI “GESTIRE” LE EMOZIONI DEL PARTNER…POTRESTI AVERE PROBLEMI NELLA COPPIA!

Quando uno dei due partner si autoconvince per qualche motivo che l’emotività del compagno (o della compagna, certo!) non è “gestibile” allora ci si imbatte in un aspetto particolarmente spinoso del Pensiero Tossico: il Corto Circuito Emotivo.

In genere questo accade quando, all’interno di una coppia, uno dei due membri è molto espansivo e tende a comunicare le proprie emozioni in maniera esplicita (sia verbalmente che fisicamente, con baci, abbracci, carezze o richieste di attenzioni) mentre l’altro ha un’ indole più riservata o semplicemente un modo meno esplicito di relazionarsi con l’emotività e le emozioni in genere.

Che è una situazione anche molto frequente, nella realtà, ma in alcuni casi, soprattutto quando uno dei due (in genere il più espansivo) vuole GESTIRE l’emotività e il modo di comunicarla dell’altro, magari tentando di imporre il proprio atteggiamento, allora si arriva a una rottura.

Se ognuno dei due, infatti, si chiude “a difesa” del proprio atteggiamento ecco che si crea il Corto Circuito Emotivo, perchè mentre il partner più espansivo tenderà ad “offendersi” e chiudersi una sorta di vendicativo “trattamento del silenzio” (del tipo: “Ah, è così? Nulla ti scalfisce? Vediamo cosa succede se inizio ad ignorarti anch’io…!!”); l’altro partner, che già aveva difficoltà nell’esprimere i propri sentimenti, si sentirà ancor meno capito e sempre più frustrato, fino a considerarsi l’elemento debole e vulnerabile della coppia.

E si assisterà ad una progressiva assenza di comunicazione nella coppia e ad una rarefazione della vita affettiva e dell’intimità sessuale.

Questo atteggiamento è particolarmente insidioso proprio perchè crea grande frustrazione e insoddisfazione nella vita della coppia, tanto che si potrebbero creare le condizioni per classiche “fughe” dalla noia e dall’asetticità del quotidiano: tipico è, infatti, in questi casi trovare “consolazioni” al di fuori della coppia…perchè magari quel collega a differenza del nostro compagno sembra capire al volo i nostri sentimenti oppure perchè “con quella bella ragazza della palestra tanto carina e simpatica non c’è bisogno di troppe parole”…

Insomma siamo alle solite: dove viene meno la comunicazione e soprattutto la VOLONTA’ di ASCOLTO e COMPRENSIONE reciproci, allora si creano silenzi e distanze che sono un GROSSO OSTACOLO ad una vita di coppia felice!

PROBLEMI NELLA COPPIA: I 3 ERRORI PRICIPALI CHE TRASFORMANO UNA DISCUSSIONE IN UN LITIGIO!

Discutere, scambiarsi punti di vista, comunicare sensazioni e anche delusioni e frustrazioni all’interno di una coppia è davvero inevitabile!

Quello che però puoi imparare ad evitare è commettere alcuni errori tipici che trasformano la discussione in un litigio sterile e inutile!

 

Sterile, perché il frutto di un litigio è sempre un periodo di silenzio e allontanamento dal partner.

Inutile, perché se c’era un problema da risolvere, senz’altro è rimasto lì irrisolto, pronto a ripresentarsi alla prima occasione!

 

1 errore: Voler “vincere” il confronto a tutti i costi…come se la discussione fosse un “campo di battaglia”; se sei tu il primo (o la prima!) che si mette in atteggiamento di sfida e combattimento…certo l’altro (o l’altra) non potrà fare altro che difendersi e attaccare a sua volta…chi vincerà? Nessuno dei due, ma certo ti porterai le “ferite” per un bel po’!

 

2 errore: Arrivare alla discussione con la convinzione che la TUA soluzione è l’UNICA per i vostri problemi…questo non ti permetterà di metterti in una condizione di ascolto del punto di vista e delle opinioni del tuo lui o della tua lei ed anzi ti creerà un pregiudizio nei confronti di qualsiasi cosa potrà dire l’altro.

 

3 errore: cominciare una discussione in un “brutto momento” , per esempio alla fine di una giornata di lavoro, quando sia tu che lui siete stanchi…oppure davanti ad altre persone…o ancora al mattino, prima di uscire di casa quando magari andate entrambi di fretta e c’è pochissimo tempo…; in tutti questi casi come in altri simili, non daresti alla discussione il giusto peso e sono tutte situazioni in cui è facile che ti innervosisca, che fraintenda le parole del tuo compagno (o della tua compagna), che finisca col dire parole offensive…